COLONIA LEONE XIII BRESCIA

"...Raccontare la mia esperienza in colonia non è facile: la Leone XIII per me è stata l'inferno.

 

Era gestita da suore e ragazze impegnate nel sociale, il vitto era scadente, gli alloggi da ospedale psichiatrico, un posto molto decadente e molto simile ad una prigione.
 

Ci sono andata per circa cinque anni per 45 giorni a vacanza, praticamente ho passato li 225 giorni della mia vita. Era la colonia dei "poveri" di Brescia, io avevo una situazione famigliare molto particolare e quindi facevo sempre tre turni da 15 giorni a volta.
 

Non era possibile alcun contatto con l'esterno, non era possibile telefonare a meno che non fossero chiamate in entrata e solo in alcuni giorni, non potevi avere nulla di tuo, nemmeno gli abiti.

 

Venivano divisi fra pantaloncini verdi e maglietta verde per i maschi e gonnellina e maglietta verde per le femmine, il tutto privo di un contatto personale o di una qualche cura nell'assegnare una sorta di divisa: gli indumenti venivano messi in grandi cesti e tu dovevi pescare da lì la tua futura biancheria, poteva andarti bene e trovare la tua taglia oppure poteva andarti male e allora dovevi ingegnarti nel capire come adattarli alla tua figura.

 

Stessa cosa valeva per i costumi da bagno, neppure quelli erano nostri, e scatenavano una gara a chi trovava il costume migliore per prima.
 

La spiaggia era divisa da una rete fra noi e il resto del mondo come se davvero fosse pericoloso tenere a bada dei bambini senza doverli imprigionare.
 

A dir la verità ho provato più volte a scappare, ma poi riuscivano sempre a trovarmi.

 

Succedeva di tutto li dentro: una delle mie insegnanti, o meglio 'signorina di camerata', era stata addirittura una ladra, rubava i soldi dei bambini a cui i genitori avevano lasciato del contante per l'eventuale acquisto di regali, e poi ti obbligava con minacce a non dire nulla del furto, dovevamo inventare di averli spesi in gelati.
 

Delle mie fughe non avvisavano neppure i miei famigliari, mi davano il Valium per dormire, poche gocce, perché fossi una bambina più tranquilla e mansueta..."

Buona Visione.